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Erano laggiù, allineati ai piedi dei pendii, venuti a vedermi per l'ultima volta,cornice vivente All'immagine finale! In una cortina di fiamme Li vidi e tutti riconobbi. Ciononostante intrepido Mi portai alle labbra il corno da guerra E soffiai. "Childe Roland alla Torre Nera giunse" (Robert Browning)
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domenica 10 gennaio 2010

Il quadro della Torre Nera

Vuoi andare avanti lo stesso?
Molto bene, vieni, allora. Ecco qui La Torre Nera, alla fine del Fine-Mondo. Vedila, io ti prego.
Vedila molto bene.
Ecco qui la Torre Nera al tramonto.

p.s: (cliccate sul quadro per vederlo ingrandito)

lunedì 23 novembre 2009

La camera

Mi ero appena svegliato nella mia camera d’albergo. Era una giornata fredda e umida. Una delle peggiori in quello schifo di ghetto. L’umido violentava le ossa provocando dolore. Scostai le coperte e presi il pacchetto di sigarette sul comodino e accesi una Chesterfield. Mi aspettava una giornata lunga e stancante. Cominciai a nascondere alla mia mente il terribile compito che quella mattina dovevo portare a termine. Solo le mie mani dovevano conoscerlo ,il resto del mio essere doveva rimanerne all’oscuro. Mi vestii velocemente, ero in ritardo! Cazzo!. Quell’essere mi aspettava e rischiavo di morire se non mi presentavo in orario. Stavo per uscire quando la porta della stanza non voleva saperne di aprirsi. PUTTANA APRITI urlai ma non mi rispose. Tentai di chiamare quel coglione dell’albergo che la sera prima mi aveva creato problemi con la stanza ma neanche lui rispose. Nulla cominciò a funzionare in quella stanza che puzzava di piscio. C’era anche un buio angusto, la stanza voleva essere illuminata dalla luce del sole. Alzai le tapparelle e rimasi sconvolto, era murata. Rinchiuso in quella stanza cominciai a uscire pazzo, pazzo. La temperatura cominciò a salire e tutto prese fuoco. Il mondo intorno a me ardeva, le fiamme avevano fame della mia carne, sete del mio sangue. Improvvisamente tutto divenne bianco tutto. E lì ancora sono nel Bianco infernale.

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martedì 6 ottobre 2009

Nessuno

Mi trovo nel deserto. Tutto davanti a me è di un giallo accecante. Ho bisogno di bere, riprovare la sensazione delle labbra bagnate. Mi incammino, con la polvere che mi blocca le vie respiratorie, urlo al deserto maledetto. In lontananza vedo un piccolo puntino risplendere, corro verso di esso pensando che sia la salvezza. Appena arrivato vedo una strana creatura gobba e strisciante, i suoi artigli sono sporchi e nelle mani tiene una poltiglia rossa , i miei occhi non tralasciano nessun dettaglio, neanche la goccia di sangue che cade nella sabbia,mi passo la lingua sulle labbra ormai secche . Parlo sperando che conosca la mia lingua. "E’ buono, amico?" La creatura mi fissa e con voce roca mi risponde "E’ amaro, amaro". Non resisto "Mi faresti dare un morso? Ho bisogno di liquidi altrimenti morirò". La creatura si alza di scatto e dalla sua gola scaturisce una risata e la mia pelle si accappona improvvisamente. Il mostro affogato ancora dalle risa mi risponde "Non posso! perché è amaro e perché è il tuo cuore". Tutto diventa nero.
Ispirata a una citazione di Stephen Crane.
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domenica 14 giugno 2009

Salto

La città scorre sotto i miei piedi, le piccole lucciole con le ruote sfrecciano sull’asfalto,tutto da qui è insignificante e futile. Alzo il braccio per vedere l’ora,è quasi mezzanotte.Il vento investe il mio viso e mi scompiglia i capelli, sento l’alito del vento che penetra nei mie polmoni. Mi sento una divinità da quassù dove nessuno può vedermi o dirmi qualcosa. Basta un piccolo passo e cadere nel vuoto e sentire il proprio corpo precipitare. Mai nessuno potrà farmi tornare indietro, la decisione è stata presa. Un piccolo aereo sorvola il tavolo nero sopra il mio capo, è un piccolo puntino luminoso che continua a viaggiare indifferente a quello che accade ai suoi piedi. Un’ondata di emozioni mi riempie la mente, vedo tante persone sedute sull’aquila meccanica, ognuno con la sua storia con i suoi problemi. Vedo anche un ragazzo che ha tanto da vivere che sta per distruggersi con la polvere bianca, povero illuso!.Ora cercherò di interrompere ogni pensiero e fare il mio viaggetto di pochi secondi. La mia mente è limpida, lucidissima. Uno, due e ….. Spezzo l’aria come una freccia, vorrei tanto ritornare indietro….. Buh!
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venerdì 29 maggio 2009

La statua

Ritorna da me, l’oscurità mi sommerge fino al collo e sto per annegare, dei violini suonano per celebrare la mia morte. Hai preferito scappare e rifugiarti nella luce, lurido schifoso. Sono rimasto solo con il vento che trascina con sé quell’odore di putrefazione che allo stesso tempo me lo fa assaporare e vomitare. Ti avevo chiesto di aiutarmi e come risposta ho avuto le tue spalle . Davanti a me c’è una grande statua assomiglia al tuo viso, è stata eretta al centro dell’inferno in modo che tutti i diavoli un giorno o l’altro possano perseguitarti,cane!. Qui ognuno vive per se stesso non ha il tempo di pensare al dolore delle altre anime, ognuno sconta la sua pena. Avevi promesso di salvarmi, avevi detto di aver trovato la via della salvezza, avevo creduto a ognuna delle tue parole ma sei fuggito solo da quella piccola fessura che ci separa dal mondo. Ricordo quando da piccolo mi leggevi tutte quelle storie sull’ingegno e sulla malvagità degli esseri umani, non facevo altro che ascoltare e ascoltare. Hai preferito lasciarmi QUI abbandonato al vento schifoso. Ti cercherò per sempre.
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sabato 23 maggio 2009

L'ignoto

Si trovava in un grande prato, era fuggito via da tutti e da tutto. Ammirava con lo sguardo di un bambino ogni minima cosa che lo circondava: le rose,le bellissime farfalle e la sua anima. Credeva di essere cattivo un inutile essere umano nato solo per soffrire. Guardava ogni minima cellula della sua pelle e trovava sempre qualche impurità, tutto per lui era impuro. Era fuggito per cambiare, per essere diverso e ora era solo in quell’ immenso prato. Tutto appariva perfetto o si faceva credere, come per schernirlo. La bellissima farfalla si posò sul suo viso, il vento gli scompigliò i capelli e il freddo si insinuò nelle sue vene gelandogli il sangue. Ora capì, vide TUTTO, non era in un prato pieno di vita, ma la morte lo circondava. Le rose le bellissime rose erano tutte appassite, la farfalla che si faceva credere tale era una cavalletta che stava cercando di cavare i suoi occhi, l’unico colore a risplendere in quell’oscurità maledetta. La paura lo immobilizzava e l’ignoto gli provocava dolore. Si domandava cosa ci fosse in quella Torre che vedeva a mala appena in lontananza, la vita o la distruzione totale?
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venerdì 17 aprile 2009

La pugnalata

Una mattina mentre il sole lo irradia con i suoi raggi primaverili, si rende conto che le uniche persone che lo vogliono bene e che non lo tradiranno mai sono i suoi genitori. Ha trascorso gran parte del suo tempo con diversi amici scherzato con loro, convinto della loro lealtà. E quella mattina viene pugnalato alle spalle e si volta per vedere il viso dell'assassino. Lo ricordava diversamente, il suo viso era, era cambiato. Non riesce più a focalizzarlo per la ferita infertogli al fianco. Non prova odio, solo tristezza. Non vuole portarsi nell’altra dimensione il ricordo di quel viso , ma vuole imprimere per l’ultima volta nella sua fragile anima la sua vecchia immagine. Mentre la sua vita annega nel sangue, l’amico lo guarda con occhi insensibile e giustifica il suo gesto “ Un tempo eravamo amici, ma la mia anima non riesce a riposare, sei negativo per la mia stabilità, dovevo proteggermi e l’unica soluzione era ucciderti “ . Con queste ultime parole l’amico, il traditore, l’ insensibile gli volta le spalle e si incammina. Si può udire il rumore dei sui stivali logorati dal tempo in quel silenzio tombale maledetto. Ora è solo, la sua vita continua a scemare, la terra beve il suo sangue avidamente. Non chiede aiuto, ma vuole utilizzare le sue ultime forze per ricordare i momenti più belli della sua vita. Il suo settimo compleanno,il primo giorno di scuola, la gita con i suoi genitori all'età di sette anni. Sono troppi i ricordi e piange per questo. Un ultimo gli ritorna in mente: Era seduto nel pavimento della sua cameretta con un amico dei tempi passati, ridevano, la spensieratezza baciava i loro volti, e mentre giocavano con un piccolo topino di plastica una voce giunse dalla cucina, “ bambiniiiiiiiii il gelato è pronto.”E come un telespettatore dei suoi stessi ricordi, vede per l’ultima volta quella scena e un ultima lacrima gli solca il viso. Poi solo il buio.Buio.
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mercoledì 8 aprile 2009

La lacrima di sangue

Una lacrima attraversa il mio viso è di colore vermiglio.
In quella piccola goccia è riversata tutta la mia paura.
Odio questo mondo, io non appartengo a questo posto
Sono una foglia in procinto di cadere, sono fragile, fragilissimo.
Quando osservo voi umani mi accorgo quanta ipocrisia c’è in voi e male.
Ogni vostra cellula ne è infetta.
Vi osservo dall’inizio dei tempi non è mai cambiato nulla.
Mi piacerebbe vedere la purezza del cielo nei vostri occhi.
Mi piacerebbe vedere il vostro vero volto.
Ti osservo mi accorgo quanto sei cambiato,
Sei anche tu umano , fragile.
La lacrima corrode la mia pelle, lascerà un segno indelebile per sempre.
Tremo!
Sentite il mio grido di dolore?
spero che sciolga il vostro cuore di pietra, insensibile.
Sono stato morso dalla vostra cupidigia,
da quella ferita continua a fuoruscire sangue.
Qualcuno vuole succhiare la mia lacrima? Voi formiche dell’universo.
E’ rossa, rossa come il sangue . Amara come il veleno.
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sabato 28 marzo 2009

Insane

Finalmente ho deciso di pubblicare queste poche righe, trattano di un paranoico.

"Perché la mente continua a farmi brutti scherzi?
Cerco di sgozzare ogni pensiero deviato ma ostinatamente ritornano a bucarmi il cervello.
BLOCCO,BLOCCO,BLOCCO,BLOCCO
Quei passanti bastardi con le loro maschere dietro le quali si nascondono mi spiano, mi seguono ovunque.
Cerco di fuggire,corro,ma inutilmente. Li ritrovo sempre intorno a me.
Vorrei sapere cosa vogliono.
La notte mentre tutto tace, premo i palmi sulle orecchie perché troppe persone parlano,premo,premo e urlo.
Credono che sia pazzo .
Sono una torcia che brucia di dolore, e spero che le mie lacrime infuocate vi facciano del male.
Tutti mi rifiutano ,mi prendono a calci ma è meglio per loro.
Ogni notte vago per la via del non ritorno dove il vento non solleva foglie o giornali ma capelli abbandonati. C’è puzza in quelle vie, puzza di morte.
Ho paura di perdermi
ZITTi ZITTi ZITTi
Non parlate non riesco a concentrarmi. Sta per ritornare il vento, mi cerca e vuole che vada con lui.
Lo seguo?
Ditemelo voi. Ma per favore non osate parlare."

lunedì 16 febbraio 2009

La lettera

Ciao a tutti i lettori del mio blog, ho appena finito di scrivere questa piccola lettera. So che non sono bravo a scrivere ma non posso farci niente :-D. Comunque per quelli che possono farsi strane idee ogni singola cosa in questa lettera è pura fantasia. :-)
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Caro Alastair
Ti sto inviando questa lettera perché volevo raccontarti una terribile avventura, puoi non credere a nessuna di queste parole, ma è tutto realmente accaduto. Non chiedermi dov’ero o perché mi trovavo in quel posto terribile, so solo che è Lì che due giorni fa mi sono risvegliato.
Mi trovavo in una grande sala,era illuminata talmente tanto che a mala appena ne riuscivo a distinguere i contorni. Gli occhi mi bruciavano,riuscì a resistere a quel dolore lancinante per altri pochi secondi ma alla fine la mia debolezza ebbe il sopravvento e mentre stavo per strapparmi le due sfere con l’indice, il dolore diminuì fino a scomparire. Mentre la mia vista ritornava normale, riuscì a distinguere una fila di ragazzini in attesa che un uomo esprimesse la sua sentenza. La paura mi assalì con le sue mani e mi fece scappare un peto. Capii subito che nessuno poteva udirmi perché non ero realmente in quella stanza. L’uomo sputò a occhi chiusi e colpi un ragazzo in pieno volto, e questi si asciugò con la manica della camicia. Avevo capito, quello era un modo per scegliere un ragazzo, per farne cosa? . L’uomo con voce solenne disse: "Per tutto il male che hai fatto, andrai in pasto a….. e verrai torturato per l’eternità" L'unica cosa che mi colpì dritto al cuore era la paura nei loro volti, erano come castelli di carta in procinto di cadere. Cosa avevano fatto di male? E poi perché l’essere aveva pronunciato la parola eternità? L’uomo si avvicinò al ragazzo gli aprì la bocca e gli staccò i canini. Un pensiero coerente stava per formarsi nella mia mente: erano giovani vampiri. Ma perché non si ribellavano? Mio caro Alastair forse questo non lo saprò mai, ma avrei preferito cavarmi gli occhi e non vedere mai le torture che gli fecero,spero che riesca a liberarsi e scappare dalle catene.

Ti saluto, è stato un piacere scrivere queste poche righe!

Il tuo Dourkua.

domenica 18 gennaio 2009

Nelle braccia di Morfeo

Mezzanotte. Un rumore mi fece distogliere lo sguardo dal libro di chimica. Qualcuno stava cercando di scassinare la porta principale, impaurito mi nascosi sotto il tavolo, ma al cessare del rumore metallico guardai dallo spioncino. Una donna dai capelli neri come la morte guardava la porta con aria cattiva; senza motivo girò i tacchi dirigendosi verso la porta dei miei vicini. Con un piccolo martelletto e un trapano a batterie riuscì ad aprire la porta, e una luce soffusa la colpì in pieno volto. Un passo,un altro e si chiuse la porta alle spalle. La mia mente non riuscì più a fare pensieri coerenti e aprii con uno stacco la porta e uscii nel pianerottolo. La paura mi bloccò, il cervello mandava impulsi per far muore le gambe, per metterle in movimento e farmi fuggire dal quell’incubo, ma si erano trasformate in pezzi di ghiaccio. All’improvviso la signora,la zingara,la morte, uscì dall’altra casa e mi invitò ad entrare. La donna era china sul lavandino per bloccarne lo scarico e fare allagare la casa. Gli sferrai un calcio potentissimo e cadde a terra priva di sensi. Mentre stavo cercando di ritornare nella mia dimora un mano mi bloccò, era un uomo. L’essere mi guardò con occhi cattivi e mi punse il braccio e disse: "muori". Corsi da mio padre per chiedere aiuto e le sue parole mi colpirono in pieno volto “ormai è finita”. Le lacrime cominciarono a inondarmi il viso, e con voce singhiozzante urlai: "perché perché!". E poi divenne tutto nero.
E' un sogno fatto qualche notte fa, ho dovuto tagliare alcune parti perché erano troppo insensate :-D Comunque chi mi conosce bene e sa la mia paura più grande può spiegasi il perché di questo sogno :-D
Armando(hpr7)

sabato 10 gennaio 2009

Si domandava...

Mentre era rinchiuso nella cameretta si domandava: perché tutto questo? Quale maledetta goccia ha fatto traballare il vaso fino a farlo schiantare in mille piccoli pezzi capaci di farti sanguinare lacrime? Si teneva le ginocchia vicino al petto e tremava per il freddo, i pensieri gli vorticavano nella mente come tante piccole trombe d'aria portandosi dietro pezzi di storia di vita e soprattutto di domande. L'unica gesto che gli rimase fu quello di chiudere gli occhi e cercare di spegnere il fuoco.
Armando(hpr7)

sabato 18 ottobre 2008

The schizophrenic

Ciao a tutti!
proprio in questo momento ho ultimato un piccolissimo racconto che ho deciso di pubblicare per i miei pochissimi ma buoni lettori del blog :D

The schizophrenic
Il vento con voce impetuosa urlava un dolore inesistente,qualche pagina di un giornale volteggiava nel cielo pieno di stelle;il freddo si insinuava nella mia pelle lacerandola. Impaurito e infreddolito mi voltai senza intuire dove mi trovavo; udivo nel cuore della notte o meglio dentro me stesso una persistente melodia infernale Tum Tum Tum, il mio cuore continuava il suo inesorabile battito come giusto che sia, mi portai le mani alle labbra e urlai alla notte: "Dove mi trovo?????????" l’eco della mia voce volteggiò per le piccole viuzze insinuandosi in qualche piccola dimora dove tutto era caldo. Una voce mi risposte " Ti trovi dove è giusto che sia!". Rimasi interdetto da quella risposta e una lacrima mi solcò la guancia ghiacciata provocandomi ancora più dolore e un gemito mi sfuggi dalla bocca. Mi presi di coraggio e dissi "Tu lurido stronzo dove seiiii? perchè ti nascondi e con le tue risposte avvelenate mi fai soffrire?" Un leggero venticello mi scompigliò i capelli e una voce mi accarezzo il viso" Io sono parte di Te io sono Te". A quella risposta capii, abbassai gli occhi e vidi un viso simile al mio riflesso in una pozzanghera che mi sorrideva mentre io avevo le labbra increspate.
Armando(hpr7)
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lunedì 30 giugno 2008

L'essere

Ciao a tutti i lettori del mio blog :D ultimamente mi sono dato alla scrittura di piccolissimi racconti
eccone un'altro:
Stavo per voltarmi, quando qualcosa dal viso pallido e dalla mani fredde come la morte mi toccò la spalla destra,un brivido mi attraversò il corpo; rimasi paralizzato chiedendomi chi potesse portare tanta tristezza e trasmetterla con un lurido tocco. Alla pressione della mano dimenticai il mio nome e mi chiesi: Cos’era la cosa che stavo per guardare?, abbassai lo sguardo e Vidi e poi svenni. L’essere senza nome mi guardò con occhi pieni di odio insensato; io tutto tremante alzai lo sguardo e gli domandai "Chi cazzo sei?" Lui mi rispose"Io sono colui che è..." l’ultima parola fuggì con la folata di vento che mi scompigliò i capelli,ma poi ritornò come un eco : Morto.
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Per quanto mi riguarda queste settimane sono state bellissime.Sabato e domenica ho rivisto tutti i miei amici di mare :D si sono fatti tutti più grandi :), mi sono fatto un casino di bagni peccato che domenica mattina c'erano le meduse.Ultimamente ho finalmente visto la prima serie di Prision break,bellissima,ora mi aspettano tutte le altre serie XD. Un'ultima cosa e vi lascio liberi :D qualche giorno fa sono riuscito a vincere su ebay l'asta di Nightmares in the sky un'altro libro raro di Stephen King,non vedo l'ora che mi arrivi.
Ora vado alla prossima! ciau
hpr7(Armando)

martedì 24 giugno 2008

Nell’oscurità

Ecco un piccolissimo racconto scritto qualche giorno fa, tutto è cominciato con un flusso di immagini.. so che non è bellissimo ma ho voluto pubblicarlo :D

Mi volto; nell’oscurità qualcosa attende. Corro, non so chi sono, dove mi trovo,chiedo aiuto,ma nessuno mi ode, a nessuno interessa. Le mie gambe perdono il controllo, inciampo,in qualcosa di viscido e terribile,Cosa sarà mai?. A quel pensiero di ignoranza mi si gela il sangue nelle vene; non posso più respirare qualcosa si è insinuata nei miei polmoni,sto soffocando, urlo dove nessuno può udirmi, dentro la mia testa. E prima di esalare l’ultimo respiro? una luce si spegne. Mentre credevo di essere andavo nel regno del non ritorno, dentro me Qualcosa cerca di impossessarsi delle mie carni delle mie misere ossa,combatto inesorabilmente ma la Cosa ormai è dentro me,E’ ME!, Io sono la Cosa-uomo .
hpr7(Armando)